Post

Visualizzazione dei post da settembre, 2026

Diego Armando Maradona: una poesia per il mito del calcio

Immagine
Diego Armando Maradona: una poesia per il mito del calcio Ci sono calciatori che vengono ricordati per i gol, altri per i trofei. E poi ci sono figure che vanno oltre il campo da gioco e diventano parte della memoria collettiva. Diego Armando Maradona appartiene a quest'ultima categoria. La poesia che segue nasce proprio dal desiderio di ricordare El Pibe de Oro non soltanto come straordinario protagonista del calcio, ma anche per ciò che ha rappresentato per milioni di persone: passione, talento, generosità e amore per il gioco. I suoi dribbling sembravano magia, le sue giocate erano capaci di trasformare una partita in qualcosa di indimenticabile. Per questo, ancora oggi, il ricordo di Diego continua a suscitare emozioni profonde, soprattutto a Napoli, dove il suo nome è indissolubilmente legato a una delle pagine più importanti della storia della città e del calcio. Questi versi vogliono essere semplicemente un omaggio sincero, scritto con il cuore. Diego Armando Maradona Diego ...

La notte

Immagine
La notte La notte non è mai soltanto buio. È il luogo delle inquietudini, dei pensieri che si nascondono e delle emozioni che, nel silenzio, diventano più intense. In questi versi convivono solitudine, smarrimento, rischio e speranza: tante anime attraversano la stessa notte, ciascuna cercando una propria direzione. Perché anche nell'oscurità più profonda può accendersi una luce a cui aggrapparsi. La notte Di notte c'è chi prova a nascondersi di notte c'è chi tende a confondersi di notte domina l'intenso buio, che può diventare lama affilata di un rasoio, di notte c'è chi furta e chi nel vago si butta, di notte c'è chi si lancia e chi alla speranza si aggancia, di notte c'è chi vive e chi defunge lungo le rive.

La stanza con la finestra aperta

Immagine
La stanza con la finestra aperta Renderti grazie spalanca ogni spiraglio, legami ivi prossimi che si fanno gemme ardenti, scagliati dall'alto come vitali fendenti, centro di cuore se ne fanno bersaglio. Mani d'amore che ti rannodano all'etere, brezze vivide d'armoniosa speranza, di frenesia e desio ne sono abbondanza, con forti emozioni vanno ivi a competere. Braccia protese ad avvinghiar la vita, che diffondon diletto con ilari falangi, a te che quei tumulti ovunque rimpiangi, di turbamenti e suggestioni ne torni assalita. Verso d'ardore nell'empireo divino, fausto d'augurio degli dei d'Olimpo, rifuggi elusivo e schivo in un lampo, dirada le nubi del pacato declino. Dono di luce nel firmamento terreno, che irradi gli amati con balenii festosi, e racchiudi nell'animo moti maestosi, generi un idillio di fuoco pieno. Vita di affidamento agli affetti più veri, a cui ti prostri per le elargizioni riscosse, di pianti di gaudio ne fuoriescon commosse, occh...