La stanza con la finestra aperta
Renderti grazie spalanca ogni spiraglio,
legami ivi prossimi che si fanno gemme ardenti,
scagliati dall'alto come vitali fendenti,
centro di cuore se ne fanno bersaglio.
Mani d'amore che ti rannodano all'etere,
brezze vivide d'armoniosa speranza,
di frenesia e desio ne sono abbondanza,
con forti emozioni vanno ivi a competere.
Braccia protese ad avvinghiar la vita,
che diffondon diletto con ilari falangi,
a te che quei tumulti ovunque rimpiangi,
di turbamenti e suggestioni ne torni assalita.
Verso d'ardore nell'empireo divino,
fausto d'augurio degli dei d'Olimpo,
rifuggi elusivo e schivo in un lampo,
dirada le nubi del pacato declino.
Dono di luce nel firmamento terreno,
che irradi gli amati con balenii festosi,
e racchiudi nell'animo moti maestosi,
generi un idillio di fuoco pieno.
Vita di affidamento agli affetti più veri,
a cui ti prostri per le elargizioni riscosse,
di pianti di gaudio ne fuoriescon commosse,
occhi eccitati se ne rendono fieri.
Rifugio di sospiri di giubilo intrisi,
che trepidanti e ricolmi di leggiadrie veraci,
stanze nobili di spiriti feraci,
riempite i volti di sconfinati sorrisi.

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